Gregorio nasce a Cesarea, in Cappadocia (Turchia), intorno al 335 d.C. E' fratello di san Basilio e di santa Macrina. La sua famiglia e ricca e molto religiosa. Si dedica allo studio dell'arte, delle lettere, della filosofia e della retorica intraprendendo la carriera di professore. Intorno al 360 lascia la moglie Teosebia e la cattedra per dedicarsi alla vita ascetica ed eremitica insieme al fratello Basilio. Nel 371 viene consacrato vescovo di Nissa. Si dice non fosse molto abile negli affari economici della sua Diocesi, ma s'imponeva con la sua eloquenza e la vastità della scienza filosofìca e teologica e per la sua granitica fede, tanto da suscitare l'ostilità dell'imperatore ariano Valente, che non indugia ad esiliarlo dalla città, muovendogli false accuse . Nel 381 partecipa al primo Concilio ecumenico di Costantinopoli e viene incaricato di redigere il Credo. Gregorio per la sua dottrina e saggezza viene definito uno dei più importanti Padri della Chiesa d'Oriente. Muore intorno al 395.
MITTITE RETE ET INVENIETIS
Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: " Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando era già l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: " Figlioli, non avete nulla da mangiare?" Gli risposero: "No". Allora egli disse loro: " Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse:" E' il Signore!". (Gv 21, 1-7)
Quando era già l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: " Figlioli, non avete nulla da mangiare?" Gli risposero: "No". Allora egli disse loro: " Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse:" E' il Signore!". (Gv 21, 1-7)
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giovedì 10 gennaio 2013
giovedì 6 dicembre 2012
San Nicola, vescovo

Nasce a Pàtara, Asia Minore (attuale Turchia),nel 250 d.C circa. Sulla sua vita le notizie certe sono pochissime. Proveniva da una
famiglia nobile. Fu eletto vescovo di Mira per le sue doti di pietà e di carità
molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo per i miracoli e i prodigi che compiva.
Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino
all’epoca dell’Editto di Costantino. Nicola muore a Mira il 6 dicembre forse nell'anno 326. I pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira, cominciano subito dopo la sua morte, numerosi e non solo del circondario. Oltre sette secoli dopo la sua morte,
quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira”
diventa “Nicola di Bari”. Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia
Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e
s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari
accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. Il 29 settembre 1089 esse trovano
sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si
sta innalzando in suo onore. E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle
sotto l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un
concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia
settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente.
la
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