MITTITE RETE ET INVENIETIS

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: " Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando era già l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: " Figlioli, non avete nulla da mangiare?" Gli risposero: "No". Allora egli disse loro: " Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse:" E' il Signore!". (Gv 21, 1-7)

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giovedì 12 dicembre 2013

Nuestra Señora de Guadalupe

Tra il 9 ed il 15 dicembre 1531 la Vergine Maria appare a Juan Diego a Guadalupe (Messico). Si presenta come una donna del luogo, una meticcia, indossa una tunica con un fiocco nero all'altezza del ventre, segno che nella cultura india indica la donna in maternità. Si definisce la 'Perfetta sempre vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio'. Gli  chiede di andare dal vescovo e riferire che desidera venga eretto un tempio in suo onore. Ma Juan Diego non viene ascoltato, il vescovo vuole un segno. La Santa Vergine allora ordina a Juan Diego di andare a raccogliere, sulla cima del colle, i 'fiori di Castiglia' e di portarli al vescovo. E' il 12 dicembre, e non è la stagione nè il luogo per la crescita di tali fiori! Juan Diego li raccoglie nel suo mantello e li porta al vescovo come segno della veridicità delle apparizioni. Quando apre il mantello per mostrare i fiori, su questo vi è impressa l'immagine della Madonna! L'immagine su questo mantello non è dipinta, nè è opera di mani umane. Resta un mistero. Proprio questa immagine si può ammirare e venerare nel Santuario della Madonna di Guadalupe, famoso ormai in tutto il mondo.
Oración a Nuestra Señora de Guadalupe
Patrona de México y Emperatriz de las Américas
"Madre Santísima de Guadalupe. Madre de Jesús,
condúcenos hacia tu Divino Hijo por el camino del Evangelio,
para que nuestra vida sea el cumplimiento generoso
de la voluntad de Dios
Condúcenos a Jesús,
que se nos manifiesta y se nos da en la Palabra revelada
y en el Pan de la Eucaristía
Danos una fe firme,
una esperanza sobrenatural
una caridad ardiente
y una fidelidad viva
a nuestra vocación de bautizados.
ayúdanos a ser agradecidos a Dios,
exigentes con nosotros mismos y llenos de amor
para con nuestros hermanos.
Amén"

Preghiera tratta da  QUI
Per saperne di più:

lunedì 11 febbraio 2013

Beata Vergine Maria di Lourdes

Oggi si ricorda l'apparizione della Vergine Santissima a Bernadette Soubirous. Era l'11 febbraio 1858 e la Mamma Celeste veniva a riempire quel piccolo e misconosciuto luogo della Francia, ai piedi dei Pirenei, di mistica luce. Da allora Lourdes è diventato il centro di irradiazione di un messaggio di speranza per l'umanità ferita dal peccato e dalla malattia. La Santa Vergine chiede conversione, preghiera, carità e dona pace e guarigione. Oggi si celebra anche la XXI giornata del malato. Ne ho scritto l'anno scorso qui su www.leportedellaterradimezzo.blogspot.it
e qui su questo stesso blog.
 
Bernadette Soubirous (qui la biografia), umile pastorella, diventa mediatrice di questo messaggio d'amore che viene dal Cielo e si chiede qual'è il nome della bella Signora che le appare alla grotta?
Nell’apparizione del 25 marzo 1858, “Aquéro” rivelò finalmente il suo nome. Alla domanda di Bernadette, nel dialetto locale rispose: “Que soy era Immaculada Councepciou…”: Io sono l’Immacolata Concezione. Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica.
 
 
Lo scrittore Vittorio Messori (qui il sito che parla di lui), dopo anni di accurati studi su santa Bernadette Soubirous e sulle apparizioni, ha pubblicato ultimamente un libro, unico nel suo genere. Da leggere.
Per maggiori informazioni cliccare qui  
 

lunedì 16 luglio 2012

Beata Vergine Maria del Monte Carmelo


Il monte Carmelo è un'estensione montuosa a Sud dell'attuale città di Haifa (Israele) e si protende verso il mare Mediterraneo per circa venti km raggiungendo i 546 metri di altezza. Proprio qui il profeta Elia fu testimone della misericordia di Dio che fece cadere la pioggia per salvare Israele dalla siccità (si legga nella Bibbia 1Re,18). In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Il monte Carmelo è il luogo dove si ritiravano gli eremiti ancor prima della venuta di Gesù, dove un gruppo di essi, dopo l'avvento del Cristianesimo, continuò a dimorarvi vivendo nel culto della Vergine Maria.

Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima. (Cristina Siccardi)

 Nasce così l'Ordine Carmelitano, la cui Regola viene approvata nel 1226 da Papa Onorio III. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro.
Carmelo vuol dire giardino di Dio, luogo prezioso e mistico, al tempo stesso concreto ed invisibile, luogo dell'anima dove scende la pioggia ristoratrice della Grazia del Signore che rigenera e salva. Maria è la Regina del Monte Carmelo, la Regina del giardino di Dio, che accoglie in sè la vita e la fecondità, Gesù incarnato, donandola al mondo.
Il 16 luglio del 1251 la Vergine apparve al primo Padre Generale dell'Ordine, il beato Simone Stock al quale diede lo scapolare con la promessa che avrebbe salvato dalla perdizione eterna coloro che l'avessero indossato. L'Ordine Carmelitano ha donato alla Chiesa tanti santi tra cui Teresa d'Avila, Teresa del Bambino Gesù, Giovanni della Croce, Teresa Benedetta della Croce.

mercoledì 20 giugno 2012

Madonna della Consolata

Il popolo cattolico torinese oggi festeggia la sua Celeste Patrona: la Consolata. Le origini di questa tradizione sono molto remote e risalgono al tempo della costruzione, a ridosso delle mura cittadine presso la torre, di una chiesa dedicata alla Vergine dal protovescovo san Massimo. Fu l'anziano Re Arduino di Ivrea che, ritiratosi nell'Abbazia di Fruttuaria, ebbe in sogno disposizioni dalla Madonna per costruire tre chiese, una delle quali a Torino. La Vergine apparve anche ad un cieco, Giovanni Ravachio, al quale disse di recarsi a Torino dove, davanti ad un quadro che la rappresentava, avrebbe riacquistato la vista. Egli si mise in viaggio e, giunto a Torino, vide il Campanile della chiesa di sant'Andrea (antico nome della Basilica della Consolata), vi si incamminò e arrivato lì cominciò a scavare e trovò l'icona della Madonna e, come ella aveva promesso, riacquistò completamente la vista. L'icona, molto probabilmente era stata sotterrata per evitare la distruzione da parte degli iconoclasti che seguirono il vescovo Claudio. Purtroppo quella stessa icona è andata perduta nel tempo. L'immagine attuale è dono del cardinale Della Rovere, è stata dipinta verso il XV sec. ed attribuita ad Antoniazzo Romano, che l'avrebbe creata su ispirazione della Salus Populi Romani. La Vergine Consolata non ha mai fatto mancare alla città di Torino il suo materno aiuto e la sua protezione. La Basilica è stata la meta preferita di tanti santi e soprattutto di quelli Piemontesi.  S. Carlo Borromeo e S. Francesco di Sales, S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, Don Bosco che portava qui i suoi ragazzi dal vicino Valdocco, S. Giuseppe Cafasso (qui sono venerate le sue spoglie), S. Leonardo Murialdo fuori dal portone faceva la questua per le sue opere, S. Ignazio da Santhià si raccoglieva lungamente in preghiera durante il suo giro in città prima di salire al Monte, il Beato Pier Giorgio Frassati vi sostava per la Messa prima di recarsi nelle soffitte dai poveri, S. Giuseppe Marello vi fu miracolato da ragazzo, la Beata Enrichetta Dominici del vicino Istituto S. Anna, il Venerabile Pio Brunone Lanteri fondatore degli Oblati di Maria Vergine che nell’800 ressero il Santuario. Inoltre diversi Istituti Religiosi hanno preso il nome dalla Consolata, tra cui i Missionari e le Missionarie della Consolata di Giuseppe Allamano, la cui biografia ho scritto qui.
La Basilica è un punto spirituale di riferimento per l'intera città e la diocesi di Torino. 
  


























giovedì 24 maggio 2012

Auxilium christianorum

La Vergine Maria è invocata dall'intero popolo cristiano come mediatrice e soccorritrice. Il titolo di 'aiuto dei cristiani' le venne attribuito dal papa san Pio V in seguito ad una visione, dopo la grande vittoria a Lepanto (7 ottobre 1571)dell'Occidente e della Cristianità sul mondo islamico che minacciava l'intera Europa. Il Santo Padre, infatti, istituì, in onore di Maria, alla quale aveva affidato le armate navali che avrebbero combattuto contro i Turchi, la festa del Santo Rosario. 'Il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di ‘Consolatrix afflictorum’ e ‘Refugium peccatorum’, si aggiunse per il popolo e per la Chiesa ‘Auxilium Christianorum' (A. Borrelli). Il culto di Maria aiuto dei cristiani, è stato particolarmente caro a san Giovanni Bosco, che pose sotto la sua materna protezione l'Opera da lui fondata. La festa viene celebrata in data 24 maggio per volere di Papa Pio VII, in ringraziamento a Maria per aver ottenuto la liberazione, dopo 5 anni di prigionia a causa di Napoleone, avvenuta proprio il 24 maggio 1815. Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come celeste Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo.
     
 

domenica 13 maggio 2012

Beata Vergine Maria di Fatima

'Fu in un limpido 13 maggio che il Fiore splendente del Cielo venne ad imbalsamare col suo profumo la terra desolata e mesta. Era la domenica precedente l'Ascensione. Al solito, i tre pastorelli, prima di liberare il gregge, erano andati in chiesa per la prima Messa. (....) Quel giorno, terminata la Messa, i pastorelli tornarono a casa, presero la loro borsa con la merenda e andarono col gregge verso il laghetto-pozzanghera che sta già un pò fuori, lungo la strada di Gouveia. (...) Lo scampanio della torre di Fatima che invitava a Messa diceva loro che mezzogiorno era vicino. Aprirono allora i fardelli arricchiti dalle rispettive mamme con qualcosetta in più, perchè si era in giorno di festa; fecero il segno di croce, recitarono un Pater Noster per le anime del purgatorio e pranzarono, conservando però qualche cosa per la merenda più tardi, prima di ritornare. Ringraziarono e, preso il rosario dalle tasche, si misero a recitarlo. Dal Cielo la Vergine Santissima doveva ascoltare in quel giorno con particolare tenerezza, quella prece innocente. Ecco il riflettersi vivissimo di una luce, che i pastorelli, per mancanza d'altri termini più appropriati, chiamarono 'lampo'(...). I piccoli (...) si guardano impauriti: sanno che al lampo segue il tuono. Alzano gli occhi per interrogare il cielo. Nè da Oriente, nè dal lato di Santa Caterina, il minimo indizio di temporale: non c'è la più leggera nube che macchi l'immensità azzurra del cielo cobalto; nessun alitare, benchè minimo, di vento. Un sole splendido, un'atmosfera calda, una calma solenne. (...)Un secondo baleno, più intenso, li immobilizza. (...) Spontaneamente e simultaneamente si girano verso destra. Sulla chioma di un piccolo elce  un'apparizione celeste chiude l'orizzonte. Nel colmo della sorpresa stanno immobili, avvolti nella luce che la visione irradia. "Era una Signora vestita di bianco - cos' ce la descrive Lucia - più splendente del sole, emanava luce più chiara e intensa di quella di un cristallo pieno di limpida acqua, attraversata dai raggi più ardenti del sole". Sorpresi dall'apparizione, i piccoli fissano gli occhi estasiati nella dolce Signora che, con voce soavissima tutta materna, li tranquillizza: -Non abbiate paura, non voglio farvi del male. (....) Lucia intanto si fa coraggio e domanda:
-Donde siete voi?
-Sono del Cielo.
-E che volete da me? - continua Lucia più animosa.
-Sono venuta a chiedervi che veniate qui sei mesi di seguito il giorno 13 , a questa stessa ora. (...)
-Recitate la corona tutti i giorni - aggiunse la bianca Signora - per ottenere la pace al mondo e la fine della guerra. (...)
Così terminò il primo colloquio dell'amorevole Regina del Cielo con i tre piccoli montanari portoghesi. 
"Allora cominciò ad elevarsi - continua Lucia - lentamente salendo in direzione d'oriente fino a scomparire nella immensità dello spazio, circondata da una vivida luce che andava come ad aprile la strada fra gli astri". 

TRATTO DA 'ERA UNA SIGNORA PIU' SPLENDENTE DEL SOLE' di Padre Giovanni de Marchi Ed. Missioni Consolata - Fatima

Per leggere in dettaglio le apparizioni e i messaggi cliccare qui  

lunedì 20 febbraio 2012

Beata Giacinta Marto

Giacinta nasce l'11 marzo 1910 ad Aljustrel, nelle vicinaze di Fatima, in Portogallo. E' una bambina vivace, ma con un'anima estremamente sensibile: all'età di cinque anni, all'udire dei patimenti del Divin Redentore -dice Lucia - si commuove fino alle lacrime. E' mansueta, sin dalla tenera età, è molto legata da grande affetto alla cugina Lucia. Ama la natura nelle sue varie manifestazioni, le stelle che lei chiama 'le lampade degli Angeli', la luna 'lampada di Nostra Signora'. Nella primavera del 1916, pascolando il gregge con Lucia e  il fratellino Francesco ha i primi contatti col soprannaturale: la visione di un Angelo. Il 13 maggio del 1917 dopo essere stati a Messa, i tre pastorelli si avviano al pascolo in un luogo chiamato Cova di Iria, e, mentre giocano vedono un lampo, spaventati decidono di tornare a casa, prevedendo un temporale, invece, sulla chioma d'un piccolo elce vedono 'Una Signora vestita di bianco, più splendente del sole' (così la descrive Lucia). E' la Santa Vergine. Le apparizioni della Vergine trasformano i tre pastorelli, che ormai non sono più 'ragazzetti vivaci e spensierati' (Giovanni De Marchi - Era una signora più splendente del sole - Ed Missioni Consolata) ma 'fissi e quasi immersi nel soprannaturale'. Costante preoccupazione di Giacinta (come anche di Francesco e Lucia) è pregare e fare sacrifici per la conversione dei peccatori così come la Madonna ha loro chiesto. Così patisce, volontariamente la fame, la sete, si stringe una corda attorno alla vita per soffrire anche nella tenera carne. Il 13 ottobre, ultima apparizione, la Vergine si presenta come la Madonna del Rosario e raccomanda di recitare sempre questa preghiera. Dopo quest'ultima apparizione il Cielo non si chiude definitivamente per i tre pastorelli. Essi continuano a godere dei benefici di apparizioni 'private' soprattutto Francesco e Giacinta nel loro letto di dolore. Diciotto mesi dall'ultima apparizione, infatti si ammalano della terribile influenza chiamata spagnola. Da quel momento sia Giacinta che Francesco capiscono che la malattia li condurrà al Cielo e tranquillamente attendono l'incontro col Signore. Giacinta soffre molto a cusa della malattia e viene ricoverata in ospedale a Vila Nova de Ourém. Giacinta sa che in ospedale la cura non le restituirà la salute, ma servirà solo ad aumentarne la sofferenza. Il suo corpicino è debole, macilento, ed è prostrato dalla tubercolosi, ma il suo cuore è sempre fisso nel Cuore Immacolato di Maria, e si immola per la salvezza dei peccatori. Alla fine del 1919 la Madonna le dice che presto verrà a prenderla per portarla in Cielo. Il 2 febbraio 1920 viene nuovamente ricoverata per una pleurite purulenta con fistola. Viene operata ma, date le sue pessime condizioni fisiche, le viene fatta solamente un'anestesia locale. Giacinta soffre atroci dolori, ma tutto sopporta senza lamentarsi. Quattro giorni prima della morte la Madonna le appare e le dice che presto verrà prenderla e le toglie ogni dolore fisico. Il pomeriggio del 20 febbraio 1920 chiede di ricevere i Santi Sacramenti. Alle 22.30 si spegne serenamente. 'Quel piccolo corpo, che tre anni di mortificazioni ed un anno e mezzo di martirio avevano santificato, fu ricoperto con un vestitino bianco, stretto ai fianchi da una fascia azzurra: i colori della Vergine' (Op. già citata). Viene tumulata nel cimitero di Vila Nova. Il 12 settembre 1935 il vescovo di Leiria decide di trasportare i resti mortali della piccola Giacinta a Fatima. Venne aperta la cassa ed il volto della piccola pastorella apparve incorrotto! Il 13 maggio 2000 il Papa Giovanni Paolo II dichiara Giacinta ed il fratellino Francesco beati. Leggete qui l'omelia del Santo Padre . 

sabato 11 febbraio 2012

Beata Maria Vergine di Lourdes


11 febbraio 1858, Maria appare ad un'umile fanciulla di nome Bernardette Soubirous, presso Lourdes, in Francia, dentro una grotta detta di 'Massabielle'. La Vergine si presenta come l'Immacolata e dona al mondo intero, attraverso questa ragazza di appena 14 anni, un messaggio di speranza e di redenzione che passa attraverso la preghiera e la penitenza.

Ecco cosa scrive, a tal proposito, Santa Bernardette:

"Un giorno, recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. Vidi una Signora rivestita di vesti candide. Indossava un abito bianco, ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d'oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo a un abbaglio. Misi le mani in grembo, dove trovai la mia corona del rosario. Volli anche farmi il segno della croce sulla fronte , ma non riuscii ad alzare la mano, che mi cadde. Avendo quella Signora fatto il segno della croce, anch'io, pur con mano tremante, mi sforzai e finalmente vi riuscii. Cominciai al tempo stesso a recitare il rosario, mentre anche la stessa Signora faceva scorrere i grani del suo rosario, senza tuttavia muovere le labbra. Terminato il rosario, la visione subito scomparve. (....)
Vi ritornai pertanto la domenica, sentendo di esservi interiormente chiamata. (....)
Per quindici giorni però ritornai colà e la Signora mi apparve tutti i giorni tranne un lunedi e un venerdi, dicendomi di nuovo di avvertire i sacerdoti che facessero costruire là una cappella, di andare a lavarmi alla fontana e di pregare per la conversione dei peccatori. Le domandai più volte chi fosse, ma sorrideva dolcemente. Alla fine, tenendo le braccia levate ed alzando gli occhi al cielo, mi disse di essere l'Immacolata Concezione".

TRATTO DA 'LETTERA' DI SANTA BERNARDETTE a P. Gondrand, anno 1861